Annullamento matrimonio da parte della Chiesa

Recentemente una sentenza dello Stato italiano ha chiarito la situazione in merito alle richieste di annullamento del matrimonio richieste alla Sacra Rota e quindi alla Chiesa. Sembra siano state seimila le coppie che vi hanno fatto ricorso nel 2009.

Il problema è che davanti allo Stato il matrimonio è ancora valido se la persona non ha poi regolarizzato la situazione con un giudice italiano, risulta quindi essere ancora sposata. Ricorrere alla Sacra Rota è una specie di escamotage per evitare i tempi burocratici.

Difatti attraverso la Chiesa non è necessario aspettare gli anni canonici e passare prima attraverso la separazione e poi il divorzio, quindi anni. Con l’annullamento il cambiamento è istantaneo. Tutto questo si applica soprattutto ai matrimoni di lunga durata, ovvero non si può stare sposati per venti anni, con la stessa donna o uomo, e poi richiedere l’annullamento del matrimonio.

È impossibile ed è proprio da una sentenza di questo genere che è nato il caso, quando due coniugi sono arrivati al punto dell’annullamento con l’uomo che affermava di averla sposata senza sapere che lei non voleva figli e dopo vent’anni di unione voleva sciogliere il matrimonio.

L’unico modo per farlo risulta essere quello che passa appunto per separazione e divorzio. L’annullamento resta possibile solamente in casi in cui l’unione è stata molto più breve, per motivi forti, ma è sempre e comunque necessario poi far convalidare i documenti o comunque la situazione ad un giudice italiano.

Chi pensava quindi di poter usufruire di questo espediente non potrà più farlo, però mi viene un dubbio… e i seimila che l’hanno fatto nel 2009? Con quali motivi sono riusciti ad ottenerlo? E sono poi andati da un giudice per far trascivere la situazione? Altrimenti ci ritroveremo con persone convinte di essere separate e non lo sono, e magari organizzeranno un nuovo matrimonio senza sapere di essere ancora sposati!

(fonte: diritto.net)

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